Con gli occhi degli altri, 29 Dicembre

Quando qualcuno ci fa notare una mancanza, la nostra prima reazione può essere di difesa… Se veramente vogliamo essere liberi, teniamo sempre ben presenti le osservazioni degli altri dipendenti.
–Testo Base, pag. 42


A un certo punto del recupero ci rendiamo conto che il nostro modo di vedere noi stessi non è necessariamente come quello degli altri. Probabilmente non siamo né così buoni né così cattivi, né così belli né così brutti come pensiamo di essere, ma siamo ancora così chiusi in noi stessi da non riuscire a dirlo con convinzione. Questo è il momento in cui intervengono gli amici del gruppo per condividere con noi quello che vedono quando ci guardano. Dicono belle cose di noi, che forse non sappiamo, ma ci dicono anche cose poco piacevoli che forse non siamo in grado di vedere.

A questo aiuto potremmo reagire mettendoci sulla difensiva e, a volte, a ragione; ciononostante, anche un commento malizioso su un nostro difetto può far luce su aspetti del nostro recupero di cui non siamo consapevoli. Da qualsiasi parte arrivi un’utile intuizione, per qualsiasi ragione ci venga offerta, non possiamo permetterci di ignorarla.

Non dobbiamo aspettare che gli altri ci offrano spontaneamente le loro intuizioni. Quando passiamo del tempo con lo sponsor o con altri membri di NA nei quali riponiamo fiducia, possiamo fare il primo passo e chiedere loro che opinione abbiano su alcuni aspetti della nostra vita a noi sconosciuti. Vogliamo disporre di una visione più completa della nostra vita: possiamo ottenerla osservandoci con gli occhi degli altri.


Solo per oggi

Cerco di vedere me stesso come sono realmente. Ascolterò quello che gli altri dicono di me e mi guarderò attraverso i loro occhi.

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