Mi dispiace, 6 Luglio

Il beneficio più importante di questo passo (l’Ottavo) consiste nell’aiutarci a costruire la consapevolezza che, un po’ alla volta, stiamo acquisendo degli atteggiamenti nuovi nei nostri riguardi e nel modo di trattare l’altra gente.Testo Base pag. 45


Dire “mi dispiace” per la maggior parte di noi non è strano. Durante la dipendenza attiva potrebbe essere stata una frase molto familiare. Alla gente raccontavamo sempre quanto fossimo dispiaciuti e probabilmente ci sorprendevamo quando qualcuno, stanco delle nostre scuse prive di senso, ci rispondeva: “Certo che ti dispiace, tu sei una scusa vivente… ”. Quello è stato il primo segnale che un “mi dispiace” non faceva alcuna differenza per le persone offese, specialmente quando sapevamo entrambi che avremmo rifatto lo stesso errore.

Molti di noi pensavano che fare ammenda consistesse nel dire ancora una volta “mi dispiace”. Comunque, l’azione che compiamo in questi passi è completamente diversa. Fare ammenda significa cambiare e, soprattutto, rimettere a posto la situazione. Se abbiamo rubato del denaro non ci limitiamo a dire: “Mi dispiace, ora che sono pulito non lo farò più”, ma lo restituiamo. Se abbiamo trascurato o maltrattato la nostra famiglia, non ci limitiamo a chiedere scusa, bensì cominciamo a trattare i nostri familiari con rispetto.

Correggere il nostro comportamento e il modo in cui trattiamo gli altri e noi stessi, è lo scopo del lavoro sui passi. Ora non ci limitiamo a “scusarci”. Adesso siamo responsabili.


Solo per oggi: Accetto le responsabilità che riguardano me e il mio recupero. Oggi farò ammenda per qualcosa di particolare che mi dispiace di avere fatto.

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