Quello che Dio fa per noi, 30 Aprile

La progressione del recupero dipende dalla nostra relazione con un Dio amorevole. Egli si prende cura di noi e farà per noi ciò che non possiamo fare per noi stessi.
(Testo Base pag. 111)


Quante volte abbiamo sentito dire alle riunioni: “Dio fa per noi quello che non siamo in grado di fare per noi stessi”? A volte capita di sentirci bloccati nel nostro recupero, incapaci, impauriti o non disposti a prendere decisioni che sappiamo di dover prendere per andare avanti. Forse non riusciamo a interrompere una relazione che proprio non sta funzionando. Forse il nostro lavoro è diventato fonte di troppi conflitti. O forse avvertiamo l’esigenza di trovarci un nuovo sponsor, ma abbiamo paura di cominciare la ricerca. Attraverso la grazia del nostro Potere Superiore potrebbero verificarsi cambiamenti inaspettati proprio in quegli aspetti che ci sentivamo incapaci di modificare.

A volte permettiamo a noi stessi di rimanere bloccati in un problema, anziché muoverci verso la soluzione. In quei momenti, accade spesso che il nostro Potere Superiore fa per noi quello che noi non riusciamo a fare per noi stessi. Forse il nostro compagno o la nostra compagna decidono di porre fine alla relazione. Potremmo essere licenziati o sospesi temporaneamente. Oppure il nostro sponsor ci dice di non poter più lavorare con noi, obbligandoci a cercarcene un altro.

A volte quello che accade nelle nostre vite può essere terrorizzante, come spesso lo sono i cambiamenti. Ma abbiamo anche sentito dire che “Dio non chiude mai una porta senza aprirne un‟altra”. Quando andiamo avanti con fede, la forza del nostro Potere Superiore non è mai lontana da noi. Il nostro recupero è rinvigorito da questi cambiamenti.


Solo per oggi: Ho fede che Dio, così come posso concepirlo, farà per me quello che io non sono in grado di fare per me stesso.

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