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9 Novembre

Il miglior modo di fare i programmi

“Sono le nostre azioni a essere importanti. Lasciamo i risultati al nostro Potere Superiore”
Testo Base pag. 103

C’è un vecchio detto che ci capita talvolta di sentire durante le riunioni: “Se vuoi far sorridere Dio fai dei piani”. Ascoltandolo, ridiamo anche noi, ma con una punta di nervosismo. Ci chiediamo se tutti i nostri piani predisposti con tanta cura siano destinati al fallimento. Se stiamo programmando un importante avvenimento, un matrimonio, un ritorno agli studi o magari il passaggio a un lavoro diverso, cominciamo a chiederci se i nostri progetti coincidano con quelli del Potere Superiore. Siamo capaci di crearci tante di quelle preoccupazioni al riguardo che, alla fine, ci rifiutiamo di fare qualsiasi tipo di programma.

Molto semplicemente, non sappiamo se i programmi del Potere Superiore per la nostra vita siano incisi su pietra oppure no. La maggior parte di noi si forma un’opinione sul fato e il destino ma, che ci crediamo o meno, abbiamo comunque la responsabilità di vivere la nostra vita e fare programmi per il futuro. Se ci rifiutiamo di accettare la responsabilità della nostra vita stiamo facendo dei piani; piani per un’esistenza vuota e noiosa.

Ciò che facciamo in recupero è prevedere programmi, non risultati. Non sapremo mai se il matrimonio, il corso di studi o il nuovo lavoro funzioneranno, se non li sperimentiamo. Possiamo solo esercitare la nostra capacità di giudizio confrontandoci con lo sponsor, pregare, ricorrere a tutte le informazioni possibili e fare programmi più ragionevoli possibile. Per il resto, confidiamo nella cura amorevole di Dio così come noi lo concepiamo, sapendo di aver agito responsabilmente

Solo per oggi: 
Farò programmi ma non preventiverò risultati. Confiderò nella cura amorevole del mio Potere Superiore